Le ultime notizie sulla Manovra rivelano importanti sviluppi nel settore immobiliare, con particolare attenzione alle modifiche agli incentivi per le ristrutturazioni edilizie. Nonostante l'esclusione della proroga del Superbonus al 110%, Forza Italia sta facendo pressioni per una possibile riconferma temporanea di questi incentivi attraverso il decreto Milleproroghe. Al contrario, la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, si oppongono a questa iniziativa. La commissione Bilancio del Senato ha recentemente concluso le votazioni degli emendamenti alla legge di Bilancio 2024, confermando il taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 35 mila euro. Sul fronte fiscale, una novità rilevante riguarda la riduzione da 4 a 3 delle aliquote Irpef. Il testo della manovra, con le ultime modifiche approvate, sarà sottoposto al voto di fiducia a Palazzo Madama.
Tra gli emendamenti approvati, spicca la modifica della cedolare secca del 26% sugli affitti brevi, in vigore dal 2024 solo per i redditi derivanti dalla locazione di più di un immobile. Per la prima abitazione, indicata nella dichiarazione dei redditi, la cedolare resterà al 21%. Questi cambiamenti riflettono un accordo nella maggioranza e si accompagnano all'introduzione dell'obbligo del Codice identificativo nazionale per i titolari delle attività di affitto breve.
Un accordo tra Airbnb e l'Agenzia delle Entrate ha chiuso il contenzioso fiscale per gli anni fino al 2021, con il pagamento di una maxi-multa di 770 milioni. Tuttavia, l'accordo non copre il 2022 e il 2023, e coloro che hanno avuto redditi da locazioni brevi in questi anni possono usufruire del ravvedimento operoso.
Il Superbonus al 110% per le ristrutturazioni edilizie non ha ottenuto proroga, e l'ultima speranza sembra concentrarsi su un possibile decreto ad hoc. Forza Italia continua a chiedere un intervento per salvare i lavori in corso nei condomini, ma il Ministro dell'Economia mostra preoccupazione per i costi. La Legge di Bilancio non prevede nulla in proposito, e l'idea di intervenire nel decreto Milleproroghe sembra essere stata accantonata. La sfida principale riguarda i condomini con lavori in ritardo, che vedranno la detrazione scendere dal 110 al 70% se slittano al 2024. Resta in discussione l'ipotesi di un Sal straordinario per certificare spese e lavori fatti entro fine anno, alleggerendo i conti del 2024 di un paio di miliardi. Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno ulteriori novità.
